martedì 29 aprile 2014

Colpa delle stelle


Colpa delle stelle

John Green

È questo il problema del dolore
[…]
esige di essere sentito


Hazel ha sedici anni, è una miracolata, una ragazza che per un soffio, grazie ad un farmaco sperimentale, ha superato una grave crisi e ora la sua malattia è in regressione.
Hazel non ha più voglia di vivere perché la malattia è stata ed è sfiancante, perché la vita privata si è ridotta a stanze asettiche di ospedali e repliche, guardate sul divano con i genitori, di American next top model.
Poi un giorno incontra Augustus…

Lo so, molti ne hanno parlato, tanti l’hanno amato, altri –pochi- pensano che questo sia un romanzo per soli adolescenti, ed io cosa ne penso?

Mi è piaciuto, sì e anche molto, ma non sono riuscita subito a dar forma concreta al mio pensiero che per mesi non è stato capace di tramutarsi in parole ed è restato lì, sospeso, in attesa di liberarsi.
Ed eccolo qui, adesso, questo dannato pensiero.

Hazel è un’ adolescente che si comporta da adulta. Hazel è un’adolescente che si comporta come tale.
Augustus è come Hazel: giovani cresciuti in fretta perché la consapevolezza della fine e il dolore inevitabilmente contorcono il tempo e poi lo dilatano. Ma sono sempre ragazzi, sono emotivi, a tratti immaturi, capricciosi per certi versi eppure sempre misurati perché anche quando si comportano da adolescenti, si avverte il peso degli anni dilatati dalla malattia e dal dolore.

“Il dolore esige di essere sentito” dirà Augustus a Hazel.
Il dolore in tutte le sue forme, fisica ed emotiva, ci stringe il cuore dall’inizio alla fine eppure, cavolo, io ho continuato a sperare fino alla fine…

Augustus vuole vivere, Augustus non spera di vivere, vive!
Augustus però vorrebbe essere ricordato per qualcosa di grande e non con post sulla bacheca di facebook…
Augustus è irritante quando afferma, convinto e incurante dei sentimenti di Hazel, di non voler essere ricordato solo come un malato.
Perché sì, anche Gus, come la protagonista lo chiama, è malato.


Colpa delle stelle è un romanzo intimo non solo per la narrazione in prima persona dal punto di vista di Hazel, ma soprattutto dallo svisceramento dei sentimenti del lettore.
Colpa delle stelle è intimo perché emoziona, commuove e fa piangere perché smuove i moti del cuore, perché fa riflettere.
A un certo punto ci si domanderà se il dolore non rende la vita degna di essere vissuta, e no è la mia risposta! 
Il dolore è dignità stessa, non c’è nessuno più degno di vivere di un malato.

Mia madre è stata malata e mio zio lo è tuttora. La malattia li ha atterriti ma non ha tolto loro la dignità di vivere, il dolore non ha impedito loro di abbracciare i figli, di sgridarli e mandarli anche a quel paese delusi.

La malattia rivela le persone, non il peggio né il meglio, le rivela e basta perché il tempo è tiranno e si contrae e dilata in continuazione e la consapevolezza di non essere eterni spinge a rivelarsi per non avere rimpianti non tanto verso se stessi, ma verso chi si ama e questo è un atto d’amore spesso non colto, o non apprezzato.


Colpa delle stelle per me è stato difficile da leggere e ancor di più è stato difficile dar forma a un pensiero carico di emozione e influenzato dall’esperienza personale.

Mi riprendo e aggiungo che la struttura con cui è narrato è perfetta, che il linguaggio è curatissimo che i cambiamenti di Hazel si avvertono dalle parole, perché Hazel non dirà chiaramente cosa prova ma si capirà con una sola parola. Non aggiungo altro per non far spoiler…







Leggetelo, se vi va.

venerdì 7 marzo 2014


Una cosa piccola ma buona



Una cosa piccola ma buona è un racconto di Raymond Carver, appartenente alla raccolta “Cattedrale” del 1983.



È sabato mattina, una giornata impegnata per Ann, mamma di Scotty, intenta nei preparativi per la festa di compleanno del bambino.
Piccolo salto temporale: è lunedì, compleanno di Scotty, e qualcosa cambierà per sempre le sorti della famiglia.



Una cosa piccola ma buona è un racconto, una storia, uno squarcio di vita, dolore, amore.
È l’attimo che s’immola, trascendendo in eterno: è un istante che ricordi per sempre.
Il racconto stesso è indimenticabile.
Una cosa piccola ma buona è ricco di significati, richiami, ma anche presagi costanti, seminati qua e là e che, soltanto alla fine, fanno riflettere.
Una cosa piccola ma buona è un gesto, di quelli all’apparenza insignificanti ma pregni di comprensione, empatia…



Vi ho parlato solo di questo racconto perché è il mio racconto, quello consigliato alle medie, quando ancora si chiamavano medie, da un’insegnante appassionata dell’arte e che spargeva sulla strada dei suoi alunni piccole briciole di letteratura.

Una cosa piccola ma buona è penetrato in me come se fosse un ricordo, come se realmente avessi conosciuto la forza di Howard, padre di Scotty, come se Ann avesse comprato una torta anche per il mio compleanno e mi chiedo: possibile che non abbia mai giocato con Scotty?

Questa storia entra nel cuore e vorrei tanto sapere, conoscere, il vostro racconto del cuore.


Mi raccontate una storia piccola ma buona?

sabato 1 febbraio 2014

Mogli e concubine


Mogli e concubine, ripubblicato ultimamente con il titolo Lanterne rosse, è un romanzo di Su Tong.

Ambientato in una Cina pre-rivoluzionaria, che fatica a lasciarsi alle spalle le usanze del medioevo, narra le vicende di Songlian, quarta moglie di Chen Zuoqian.



Songlian è una ragazza intelligente, che frequenta l’università, ma che alla morte del padre si troverà a fare i conti con la realtà cinese dell’epoca.

Sarà obbligata a scegliere: lavorare o sposarsi; decidere di diventare una maggiore o una minore, e quest’ultima sarà proprio la sua scelta.



Il titolo stesso ci propone una gerarchia all’ interno della famiglia Chen: c’è la prima moglie, Yuru, che ha più potere, poi a seguire le altre, le concubine…

La freddezza, la praticità e la forza con cui Songlian sceglie il suo destino, pian piano lasceranno il posto alla gelosia, alla solitudine; alla consapevolezza di non esser l’unica, di non esser più la preferita, all’inadeguatezza verso le rigide regole, morali e non, che dominano la casa padronale.


Mogli e concubine è un romanzo duro, crudo, spietato, non c’è spazio per i buoni sentimenti, poiché è un romanzo in un cui l’arrivismo domina all’interno della famiglia stessa: tutte ambiscono al ruolo di preferita di Chen Zuoqian.

L’atmosfera è intrisa di misticismo, legato alla presenza di un pozzo maledetto, a un presagio di morte, a spiriti passati, e a quelli futuri…

In un mondo maschile e maschilista; gli uomini, ognuno a modo proprio, temono le donne e il potere che queste esercitano.

Ciò che maggiormente mi ha colpita è la figura della donna spietata, maligna, disposta a tutto, alla quale si oppone una donna sensibile, in grado di amare con tutta se stessa.


L’amore è  la debolezza di alcune, amare significa inevitabilmente avere qualcosa e qualcuno da perdere, soprattutto se stesse...




mercoledì 29 gennaio 2014

Novecento





Questa storia mi ha conquistata!
La vita, unica e particolare, di Novecento affascina e ci trasporta sull’ America, la nave da crociera su cui è nato e vissuto il protagonista.

La musica è fondamentale in questa piccola opera, è possibile ascoltarla grazie alla scrittura di Baricco: una prosa amica della poesia.

Il mare, l’oceano mare caro all’ autore, è onnipresente, è il senso del racconto, il senso stesso della vita.

Il mare è vita. Il mare è principio e fine. Il mare è morte. Ma è anche gioia e passione, travaglio e purificazione.


È tutto, il mare…

Orgoglio e Pregiudizio


Capolavoro! Orgoglio e pregiudizio è un capolavoro.
E' LA storia d'amore per eccellenza, è romanticismo e ironia che si fondono realizzando IL sogno della Austen, la sua storia d'amore incompiuta; sogno che trascende il personale per fissarsi in ogni lettrice, in ogni donna che ammira la vivacità e la spontaneità di Elizabeth e il forte carattere di Darcy.

Entrambi sono personaggi imperfetti che trovano la perfezione nella loro storia d'amore, completandosi e arricchendosi a vicenda.

Lei è la spensieratezza che manca a Darcy, lui è la sua crescita, quella persona che la spinge a crescere, che la obbliga a guardarsi dentro per capire ogni errore.
No, non è una favola, anzi è molto reale.
Sicuramente consigliato a tutti.
Mr. Darcy è l'orgoglio, Elizabeth il pregiudizio.

Orgoglio e pregiudizio può sembrare una favola, lei in ristrettezze economiche che trova un uomo ricco, trovando in questo modo la salvezza da una triste fine, ma non è così semplice.

Entrambi i protagonisti hanno dei difetti, tanti se ci si sofferma attentamente, entrambi capiscono e migliorano il proprio carattere grazie allo scontro/incontro con l'altro, entrambi crescono insieme.
Orgoglio e pregiudizio è ricco di sentimenti, buoni propositi, brave persone, ma è popolato anche dall'ignoranza, dal pregiudizio, dalla cattiveria di chi è avaro.

Orgoglio e pregiudizio è lo specchio di una società lontana, ma estremamente simile alla nostra, dove i pettegolezzi impazzono sui tabloid, dove le conversazioni sono costellate da gossip "della porta accanto", dove si guarda e si giudica senza conoscere.

Orgoglio e pregiudizio è un classico intramontabile, perché moderno, ma soprattutto perché è lo specchio di molte personalità, di uomini e donne che corrono nel tempo riconoscendosi in un personaggio o riconoscendo quell'amico/nemico/parente in quel dato personaggio.

martedì 28 gennaio 2014

BELLE & SEBASTIEN - Trailer Ufficiale Italiano

Norwegian Wood


Una delle caratteristiche che più mi ha colpita, è stata la sensibilità con cui Murakami ci dipinge il suo mondo e con la quale affronta tematiche importanti, come la morte.
Ogni riga è infestata da fantasmi, dai morti che hanno lasciato dietro di sé dolore e rimpianti.

Taro, giovane uomo, si troverà di fronte molte difficoltà, nate dal suicidio del suo migliore amico e sulle conseguenze che ciò avrà su Naoko.
E' difficile provare empatia per Taro nella prima metà del romanzo, ma poi qualcosa comincia a cambiare: Taro inizia a crescere.
Alla fine si proverà dolore, insieme a Taro, voce narrante in flash back di tutta la vicenda.

E, come ci si sente sospesi per tutto il romanzo tra la vita e la morte, tra il mondo reale e quello ovattato, tra l'accettazione delle proprie imperfezioni e la voglia spasmodica di essere normali, così nel finale si rimarrà ancora una volta sospesi...
 Il Giappone di Norwegian Wood è un oriente che guarda all’occidente, in particolare all’America, grandi sono i richiami alla letteratura, Fitzgerald in particolare.

Anche Taro, come Gatsby, almeno per un periodo della sua vita, ha guardato al suo futuro come un rinnovarsi del passato, finché non ha scorto il bagliore verde…

 Romanzo stupendo, sensibile e profondo, ottimo per iniziare Murakami.